Il tema è caldo, e da qualche anno, quanto meno in occidente, sembra essere l’argomento primario della maggior parte delle discussioni politiche, sia a Destra come a Sinistra, talora con commistioni di posizioni e travalicamenti di schieramenti di sorta.

José Luis Zapatero: il grande moralizzatore che vorrebbe trasformare la Spagna in uno Stato Ateo
Attraversiamo infatti un momento della nostra storia moderna, a causa di congiunture storiche, politiche e fattuali, che riportano a tempi lontani e dimenticati, sicuramente nella “civile” Europa, che segnano nella guerra tra Cattolici e Anglicani in terra d’Albione l’ultimo ricordo di tale gravità: il radicalismo del “mondo Mussulmano”, che ha condotto al tragico 11 Settembre 2001, “data che rimarrà segnata nella storia col marchio d’infamia”, e la crisi economica, seguita alla delocalizzazione della produzione industriale (alla ricerca di un maggior risparmio nel processo concorrenziale di massa), aggravata dai mezzi finanziari creativi, risultati “tossici” e cancerosi per chi ne aveva fatto uso.
In questo scenario apocalittico e di disperazione, i più cercano rifugio nell’animismo religioso, chi cattolico, chi islamico, chi ancora ebraico, per ricordare solo ed esclusivamente la situazione in atto in Europa (si potrebbero ricordare i decennali scontri tra Hindu e Mussulmani in India e Pakista, ma non è il momento), radicalizzando uno scontro in corso da più di un millennio, talvolta esplicitamente, talvolta in maniera sotterranea.

Ayman Al-Zawahiri durante il processo per l'omicidio di Sadat
Come in ogni rissa di strada (chi, come me, ne ha tristi segni sul corpo può capirne le dinamiche), succede sempre che un terzo s’immetta nello scontro, spesso facendone le spese maggiori, nonostante le buone intenzioni: è proprio di quest’ultimo che voglio parlare in questa sede (a dispetto della lunga introduzione).
Nella tenzone religiosa riemersa di recente, grazie anche al radicalismo fomentato dal Team B (originato dalle tesi conservatrici ed evangeliche di Robert Kegan, progenitore dei moderni Neo-Con, quali Rumsfeld, Wolfowitz, Libby e Pipes), nonché alle pressioni estremiste egiziane, antecedenti e seguenti l’uccisione di Sadat (organizzata da Al Zawahiri, sulla sporta delle tesi radicali di Sayyid Qutb), nonché la fondazione del primo Stato islamico fondamentalista, l’Iran di Komeini, si è introdotto un terzo combattente, con l’intenzione nobile di evitare un peggioramento della situazione, ma che al contrario ha infervorato entrambe le parti, le quali oggi incitano al fondamentalismo religioso, sia cristiano, che islamico.
La nuova dottrina ateistica emergente in Europa, che mira a imporre, quasi manu militari, a imporre la distanza da tutto ciò che sia espressione di religiosità, per non urtare nessuna delle due parti in causa, ha creato un nichilismo statalista diffuso e utopico, che ha condotto gli estremisti religiosi cristiani a gridare all’invasione islamica, vedendosi spogliati del primato sulle coscienze continentali, e quelli islamici, giunti in milioni negli ultimi decenni presso le nostre città (chiamati dalle sirene degli industriali alla ricerca di mano d’opera a basso costo, e spinti dalla misera condizione in cui vivevano nei rispettivi Paesi), al tentativo di tagliare le esili radici culturali che li legano alle loro famiglie, alla loro storia e al loro sentire.

Paul Wolfowitz, il falco dei Neo-Con che per decenni ha funto da ideologo in capo dei Neo-Con
Sebbene molti retoricamente ricordano l’emigrazione italiana in varie nazioni del mondo al principio del secolo scorso, adducendo ad esempio le miserrime condizioni di vita a cui essi furono obbligati dalle popolazioni ospitanti, ci si dimentica sempre (forse volutamente) di sottolineare come tali Paesi meta dei viaggi della speranza italici fossero anch’essi appartenenti a quell’alveo cultural-religioso europeo, che Inglesi, Spagnoli e Portoghesi avevano esportato con la forza nei secoli antecedenti (si ricordi l’Argentina, il Brasile, gli Stati Uniti d’America o l’Australia).
La nuova religione ateistica propagandata quale unica soluzione allo scontro in atto, quindi, si candida a essere l’inconsapevole detonatore di un conflitto ancora più ampio, che rischia di avere conseguenze drammatiche sulla vita di tutti (seppur già adesso parte di esse sono visibili: controlli estremi negli aereoporti, razzismo di massa nelle periferie, etc.). Sarebbe duopo in questa sede ricordare dell’era dei lumi, laddove gli uomini di scienza, in una furia iconoclasta e rivoluzionaria, portarono sul trono del mondo Napoleone Bonaparte: la cosa rese più radicali tutti i popoli europei che, fieri della propria religiosità e tradizioni, si lanciarono in milioni contro le sue armate, rendendo l’illuminato impero francese di breve durata ed esponendolo alla restaurazione antecedente alla presa del potere del tenente corso.
Il paradosso filosofico in cui incorro ogni volta che mi trovo a scrivere o parlare del tema religioso è quello dell’essere un ateo convinto, che difende il cattolicesimo: scevro da ogni considerazione di carattere teologico, bisogna non negare la fondamentale opera di controllo operata dalla Chiesa Cattolica negli ultimi secoli, che ha permesso una coesione umana forte e maggiormente consociativa di quella che il nichilismo moderno, tendente solo all’espansione economica, immemore e incurante del benessere morale, ancorché di quello fisico, del proprio popolo.
Compiamo il bene, nella convinzione di far del bene e lo facciamo tanto bene che arriviamo al punto di nuocere a causare il male.