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Uno sguardo personale alla Politica

Archivio per febbraio 2009

Non sparate sui falchi

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Molti di coloro che stanno leggendo questo articolo saranno già stati messi a parte, in altre occasioni, della mia disistima, unicamente circa la sua azione politica populistica, nei confronti di Silvio Berlusconi: è bene comunque sottolinearlo, vieppiù che qui seguirà una lunga difesa delle sue ultime interpretazioni.

Il Cav. Silvio Berlusconi, più volte Primo Ministro Italiano

Il Cav. Silvio Berlusconi, più volte Primo Ministro Italiano

Ormai da un quindicennio, sin da quando dodicenne iniziai a occuparmi di politica, che sento discussioni riguardanti il ruolo della magistratura in congiunzione della politica, e di come questo sia deplorevole e anticostituzionale, da una parte (per ragioni oggettive, quella nella quale ho sempre militato), ovvero di quanto salvifico e depuratore sia tale apporto (provenienti dalla parte avversa): ora vi sono interventi per allargare la sfera e i poteri d’influenza dei magistrati a danno dei politici, e subito dopo una reazione per correggere e contrarre tali poteri.
Ballando tra leggi, abrograzioni, manifestazioni, urla e strepitii su televisioni, radio, giornali e manifesti, il popolo italiano sembra quasi trasportato da una pizzica impazzita, che confonde e stordisce, esagitando gli animi e riscaldando i cuori.

L’intervento del beneamato Cav. contro la Costituzione Repubblicana, contro la Magistratura politicizzata, le applicazioni soggettive di regole oggettive, fanno scalpitare giuristi, scrittori, intellettuali e magistrali, i quali avvertono il pubblico di un imminente catastrofe politica: il rovesciamento dello Stato costituito per l’instaurazione di una dittatura, come hai tempi di un altro beneamato Cav.
Avrei buon gioco a ricordare storie antiche e moralità perduta nei granelli di sabbia della storia, citando quel Silla che entrò in Roma per imporre una dittatura, con lo scopo di salvarla dalla degenerazione dei politici e magistrati che l’avevano resa una burocrazia insana: avrebbero gioco anche migliore i miei contestatori che potrebbero opporre a questo argomento, pur calzante vista la situazione simile nella quale viviamo, il fatto che non vi è un Silla alle porte e non vi è moralità in nessuna azione volta a sovvertire il sistema costituito.

 

La classe dei magistrati è la più contraria alle riforme costituzionali, che farebbero perdere molte delle loro prerogative

La classe dei magistrati è la più contraria alle riforme costituzionali, che farebbero perdere molte delle loro prerogative

Berlusconi prende ogni decisione politica più in ragione del proprio interesse personale che dell’interesse pubblico, con onestà bisogna ammetterlo: come bisogna ammettere che nessuno dei suoi avversari, anche il più acerrimo, fa o farebbe differentemente, essendo il prodotto di una società egoistica il cui principio di civitas è costituito in accordo con la necessità che questa funga da strumento per il raggiungimento del benessere proprio, ancorché dell’ottenimento di un superiore bene pubblico.
Il fatto comunque non esclude la bontà delle tesi che, puramente in forma accidentale, implicherebbero laddove applicate un miglioramento del sistema arcaico e contratto del sistema giuridico-istituzionale italiano.

Costruire una casa su fondamenta che poggino su un acquitrino, per quanto queste possano essere ben fatte, porterà prima o poi la casa a scivolare verso quell’acquitrino che ne costituisce la base fondante: così come la nostra Costituzione e i poteri che da essa emanano alle istituzioni fu creata sull’onda di un movimento negazionista, imponendo rigide strutture che avvantaggiassero gli oppositori di una parte politica, ancorché evitare che simili esperienze si riproponessero.

Quale miglior modo per evitare di decidere qualsiasi cosa se non che suddividere il potere decisionale in parti così piccole da distribuire a così tanti attori, che anche volendone assommare molteplici non si sarebbe trovata la soluzione definitiva a nulla: dividit et impera.
La magistratura distrugge i provvedimenti di governo e parlamento, contestandoli pubblicamente e non applicandoli (paradossalmente proponendo nei fatti il sistema del common-law, ove il magistrato è giudice del caso di specie, che pubblicamente avversano, laddove difendono un sistema che impone il rispetto delle leggi da parte del magistrato), e la politica cerca di distruggere la magistratura, riformandola a suo uso e consumo.

Il Cav. è un uomo, a dispetto di ciò che i suoi più acerrinimi detrattori dicono: come tale è soggetto alla morte fisica, vieppiù data la sua età avanzata.
Chi si illude (i più ingenui e sprovveduti, che animati da sincero livore si affidano ai demagoghi dipietristi) quindi che  quella del Primo Ministro sia un’azione per consolidare il proprio personale, allo scopo di imporre un reich dei mille anni, è in errore e rischia solamente di perpetrare quel modello univoco vissuto per decenni in Italia.

È alquanto ipocrita infatti attaccare il nemico pubblico italiano numero uno, il famelico e implacabile Berlusconi per il suo mancato rispetto della Costituzione, nello stesso istante in cui la si vìola costantemente: ma il popolo italiano ama la lotta e non riesce a discutere, questo è il bello dell’Italia.

Scritto da Antonello Provenzano

8 febbraio 2009 alle 7:24 pm

Pubblicato in politica